Dal 26 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017 al Palazzo Reale di Milano sarà possibile visitare l’esposizione dedicata al pittore fiammingo, Pietro Paolo Rubens.
Si parla spesso solo del contenuto e troppo poco del contenitore delle esposizioni: oggi vogliamo raccontarti la storia del palazzo che ospita le opere dell’artista fiammingo e della sua ritrovata centralità nella vita culturale milanese.

Palazzo Reale: lo specchio della storia milanese

La lunga storia di Palazzo Reale si intreccia a doppio filo con quella della città di Milano e con i suoi regnanti.

Chiamato inizialmente Palazzo del Broletto (cioè “area recintata”), Palazzo Reale fu inizialmente il luogo deputato al governo della città, dove si amministrava la giustizia e dove si svolgevano le assemblee cittadine. Fu il palazzo di rappresentanza delle famiglie Visconti e Sforza, i quali risiedevano abitualmente al Castello Sforzesco, ma che prediligevano il Broletto per le occasioni di confronto politico e per ricevere i propri ospiti.

Durante la dominazione francese dei primi anni del Cinquecento, Luigi XII spostò qui la propria Corte, eleggendolo così ufficialmente a Palazzo Ducale.

Nel corso della successiva dominazione spagnola, il Palazzo ospitò anche il primo teatro di Milano (1594), demolito nel 1776 in seguito ad incendi e ricostruzioni (in seguito alla sua demolizione nacque il Teatro La Scala).

Grazie alla corte austriaca il Palazzo divenne fulcro della sfarzosa vita di corte, ospitando nei propri appartamenti di rappresentanza anche Maria Teresa d’Austria: durante gli ultimi anni del 18° secolo vennero approntate le modifiche alla facciata, che cancellarono la precedente veste architettonica tipica dell’arte lombarda per approdare ad uno stile neoclassico, visibile tutt’oggi.

L’attuale nome si fa risalire alla presenza di Napoleone, che lo denominò prima Regia Corte poi Palazzo della Corte Reale ed infine Palazzo Reale.

Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, nel 1861, Milano perde la sua centralità di capitale, costringendo i Savoia a frequentare sempre meno gli ambienti del Palazzo, fino a cederlo, dopo la Prima Guerra Mondiale, al Municipio. Durante gli anni del secondo conflitto mondiale, il Palazzo venne duramente colpito dai bombardamenti e privato di gran parte del suo patrimonio.

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Da sede politica a sede culturale: il museo di Palazzo Reale

La grande storia museale di Palazzo Reale comincia a partire dal 1951, grazie ad una ritrovata attenzione verso i suoi spazi espositivi: fu Roberto Longhi, con un’esposizione su Caravaggio e i caravaggeschi.

Ad una ritrovata centralità culturale, si unisce la lenta e difficile fase di ricostruzione e restauro degli spazi danneggiati dalla guerra, i cui lavori proseguono tutt’oggi grazie alla stretta collaborazione tra il Comune di Milano, la Soprintendenza ai Beni Architettonici e del Paesaggio di Milano e la Fondazione Cariplo.

Palazzo Reale, negli anni, è divenuto simbolo di una radicata volontà di ricostruzione, attraverso la cultura, della vita sociale e dell’economia della città, assumendo così un ruolo di prim’ordine nel panorama museale milanese.

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