Dal 26 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017 Palazzo Reale ospiterà la mostra Pietro Paolo Rubens e la nascita del Barocco. In attesa di visitare la mostra, scopriamo la vita del pittore e perché non è (solamente) un pittore fiammingo.

Nato a Siegen (attuale Germania) nel 1577, Rubens trascorse l’infanzia a Colonia e si trasferì all’età di 12 anni ad Anversa. Qui ricevette un’educazione umanista, che il giovane volle completare con un viaggio in Italia.

Il suo soggiorno in Italia è relativamente breve, dal 1600 al 1608, ma il segno che lascia è indelebile al punto che Berenson amava definirlo un pittore italiano. Rubens infatti si ispira agli artisti italiani che lo hanno preceduto, come Michelangelo, Tiziano, Correggio e Tintoretto, senza dimenticare l’arte antica, grossa fonte di ispirazione per il fiammingo.

La mostra di Palazzo Reale si propone appunto di far riscoprire le influenze reciproche dell’arte fiamminga e di quella italiana, in un percorso inedito che mette a confronto diversi capolavori del Cinquecento.

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Nel 1608 Rubens lascia l’Italia per non tornarvi mai più. L’eredità del pittore fiammingo sarà però fortissima e influenzerà enormemente i pittori italiani che verranno dopo di lui, contribuendo alla nascita del Barocco.

Per scoprire le affinità tra l’arte di Rubens e quella italiana, visita la mostra a Palazzo Reale, dal 26 ottobre 2016 al 26 febbraio 2017.

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