L’obiettivo che la mostra su Pietro Paolo Rubens, al Palazzo Reale di Milano fino al 26 febbraio 2017, si prefigge di mettere in luce è proprio lo stretto rapporto che legò il pittore fiammingo alla cultura e al territorio italiani.

Il rapporto di reciprocità è doppio: Rubens fu un grande studioso ed amante dell’arte antica e rinascimentale italiana, che studiò durante il suo soggiorno italiano, dal 1600 al 1608.

Egli prese spunto dai grandi pittori del tardo Rinascimento quali Tiziano, Michelangelo e Correggio, modellando la propria tecnica secondo lo stile di questi grandi artisti.

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L’influenza di Rubens

Da non dimenticare è però l’influsso che il pittore fiammingo ebbe sui suoi contemporanei: questo rapporto viene esplicitato e volutamente messo in luce nell’ultima sezione della mostra.

Qui verrà evidenziata la comune ispirazione che unì le opere di Rubens con quelle del Bernini, Pietro da Cortona, Lanfranco, Vouet , Caravaggio e Luca Giordano: la pittura diviene sempre più seduttiva, grazie ad un utilizzo sapiente delle fonti di luce e delle cromie.

La poetica di Rubens si radica ai dettami dell’arte antica e rinascimentale per dare poi generare quelli che saranno i semi dello stupore dell’epoca barocca: sintomo questo di una personalità cangiante e poliedrica, in continua evoluzione e mai statica.

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