Il 26 ottobre 2016 è stata inaugurata la mostra dedicata al più grande pittore fiammingo della storia: Pietro Paolo Rubens. Fino al 26 febbraio 2017 sarà possibile ammirare i capolavori dell’artista al Palazzo Reale di Milano.

Oggi conosciamo Rubens come grande pittore fiammingo, ma l’artista fu anche un diplomatico. Vediamo la vita di Rubens tra arte e diplomazia.

Gli anni della formazione

Rubens nasce nel 1577 a Siegen, nell’attuale Westfalia, ma trascorre gli anni della giovinezza ad Anversa. Qui riceve un’educazione umanista e verso il 1591 iniziò a frequentare la bottega del paesaggista Tobias Verhaecht, lontano parente della madre. Il suo apprendistato proseguì con i pittori Adam van Noort e Otto van Deen.

Il viaggio in Italia

Nel 1600 Rubens partì per l’Italia, dove studiò gli artisti italiani e diventò pittore di corte dei Gonzaga. Il duca di Mantova gli commissionò varie opere e gli affidò il primo incarico diplomatico della sua carriera: dovette recarsi in Spagna dal potentissimo Luca di Lerma per donargli dei dipinti.

mostra rubens attività

Il ritorno ad Anversa e le missioni diplomatiche

Nel 1608 Rubens fa ritorno ad Anversa, dove la sua fama si consolida. Pittore fecondo, riceve anche committenze internazionali, ad esempio da parte di Maria de’ Medici, regina madre di Francia, e da re Luigi XIII di Francia.

Con i lutti familiari (la morte della figlia Clara Serena a soli 12 anni e della prima moglie), l’attività pittorica di Rubens diminuisce, mentre cresce quella diplomatica. L’artista si prodiga per negoziare la pace tra le nazioni in guerra, in particolare tra Inghilterra e Spagna.

Insomma, la vita del maestro fiammingo riserva molte sorprese. Per saperne di più sulla sua arte e sulla sua vita, ti aspettiamo alla mostra al Palazzo Reale di Milano.

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